Sono Andrea Mazzucchelli, fin da ragazzo ho coltivato l’amore per l’Arte, seguendo l’esempio di mio padre, cultore della tecnica ad inchiostro di china, e di mio zio Alberto Riccio, che fu un pittore di notevole valore che espose in poche ma pregnanti mostre in importanti Gallerie capitoline negli anni ’60 e ’70.
Vedendo i suoi quadri che potrei forse definire esoterici, captavo alcune risonanze alludenti a dimensioni dello spirito connesse con la materia, che poi si cristallizzarono in me come una sorta di substrato interiore che non mi abbandonò mai, tale era la illuminante profondità che emanava la personalità di questo zio la cui pittura giace in un magazzino chiuso al pubblico dal giorno della sua scomparsa, in attesa di essere disseppellita. I miei disegni e dipinti rivelano nient’ altro che alcune visione interiori molto difficilmente spiegabili razionalmente.
La maggior parte sono realizzati con la tecnica del pastello su carta vellutata, un supporto non molto conosciuto che valorizza la tecnica del pastello secco, una tecnica misconosciuta e molto delicata, che comporta problemi di conservazione.
Non ho mai esposto con continuità perché il disegno e la pittura per me sono stati finora un modo di esprimermi del tutto personale, che ho preferito considerare come una privata istanza inferiore. Ho comunque esposto in passato in una mostra personale alla Galleria Giulio II a Roma nel 1999, in una personale ad Anticoli Corrado nel 1996, in varie mostre collettive negli anni novanta in sedi estere ( Düsseldorf, Kiev, etc. ).
Coltivo anche una passione per la vignetta umoristica politica, ma questa è decisamente un’altra storia.














































































































































































































































